Quadro storico

Sino alla metà degli anni 70 la maggior parte dei dati legati alle malattie esaminate nel corso delle visite effettuate a pazienti che si rivolgevano ai Medici delle Cure Primarie (MCP) erano classificate con l’ICD (International Classification of Diseases). Questa classificazione in breve tempo -però- dimostrò diversi svantaggi in quanto i vari sintomi, le condizioni di non-patologia e tutte le molteplici problematiche che si presentavano all’attenzione dei MCP, risultavano troppo complicati per poter essere codificati con questa classificazione, nata per essere applicata alle statistiche di mortalità, e, quindi, con una struttura basata strettamente sulle Malattie.

In seguito, preso atto dei problemi dell’ICD, e del bisogno di una classificazione riconosciuta a livello internazionale più utile per la pratica della Medicina Generale, la Commissione per la Classificazione WONCA ha creato la ‘Classificazione Internazionale dei Problemi di Salute nelle Cure Primarie (ICHPPC), pubblicata nel 1975.

A questa prima edizione seguì nel 1979 una seconda edizione interfacciata alla nona revisione del ICD.

Anche se la ICHPPC-2 prevedeva una sezione per la classificazione di alcuni sintomi non ancora diagnosticati, la sua struttura era ancora basata su ICD e mostrava ancora una certa inadeguatezza. Una terza edizione, nel 1983, ha aggiunto dei “criteri” per l’uso di una gran parte delle rubriche, garantendo una maggiore sicurezza per un suo corretto utilizzo, ma questo non è stato, comunque, sufficiente a colmare le lacune e a ottenere una completa e chiara classificazione utile per la MCP. Si rese, quindi, necessaria una nuova classificazione che doveva andare incontro alle esigenze del paziente e, allo stesso tempo, facile e veloce nella registrazione dei vari problemi.

Già alla Conferenza del 1978 dell’ Organizzazione Mondiale della Salute (WHO) tenutasi ad Alma Ata si affermò che una Medicina delle Cure Primarie adeguata era la chiave per raggiungere l’obbiettivo “salute per tutti entro il 2000″. Successivamente sia WHO che WONCA riconobbero che l’ideazione di un sistema di Primo Livello adatto a permettere il perfezionamento e la valutazione delle priorità della Sanità era possibile soltanto se si trasferivano le informazioni giuste ai responsabili della Sanità stessa. Questo portò allo sviluppo di un nuovo sistema di classificazione.

Lo stesso anno l’OMS formò un gruppo di lavoro per lo sviluppo internazionale dei “Motivi dell’incontro nelle Cure Primarie”, poco più tardi WHO nominò quello che poi divenne il “WHO Working Party for Development of an International Classification of Reasons for Encounter in Primary Care.” Questo gruppo, di cui la maggior parte dei membri aderiva anche alla Commissione della WONCA Classification, sviluppò la “Reason for Encounter Classification” (MDIC) che divenne in seguito ICPC.

I motivi dell’incontro (MDI) sono elenchi convenzionali delle ragioni secondo cui il paziente è indotto ad accedere al Sistema Sanitario, e, quindi, a richiedere una cura.

Questi motivi dell’incontro sono abitualmente in relazione con uno o anche più problemi di salute, si può trattare di sintomi o dolori (mal di testa o paura del cancro), malattie conosciute (influenza o diabete), richieste di assistenza preventiva o diagnostica (controllo della pressione sanguigna o ECG), di cure (la ripetizione di una prescrizione), interpretazione e commento di risultati di test medici, o procedure amministrative (certificati medici).

Questo o questi problemi vengono identificati alla fine della consultazione come “problemi dell’incontro”. Tutte queste motivazioni sottintendono, di solito, uno o più problemi, che possono essere identici o diversi dal motivo dell’incontro stesso.

Le varie classificazioni delle malattie sono state create per permettere un’ interpretazione da parte dei Medici dei problemi dei pazienti codificati nella forma di malattia, disagio, o trauma.

L’MDI, invece, considera i vari stati patologici dal punto di vista del paziente. In questo senso parliamo di classificazione “patient-oriented” piuttosto che di “disease o Medico-oriented”.

Il motivo dell’incontro o la richiesta di cura, forniti dal paziente devono essere riconosciuti e chiariti dal Medico o da altro personale sanitario prima di tentare di interpretare o valutare il problema sanitario presentato dal paziente in termini di diagnosi, o di prendere decisioni a proposito del trattamento o della cura.

Il gruppo di lavoro che se ne occupò, elaborando una classificazione del MDI Reason fo encounter Classification RFEC ha provato diverse versioni in vari campi di prova.

Il primo di questi, quello che ha preso in esame la completezza e l’attendibilità della classificazione del MDI, è stato uno studio pilota eseguito in Olanda nel 1980.

I risultati ottenuti hanno portato nel 1983 a successive sperimentazioni portate a termine in altri nove Paesi, ossia Australia, Brasile, Barbados, Ungheria, Malesia; Olanda; Norvegia, Filippine e Stati Uniti. L’intera classificazione venne poi tradotta dall’inglese in diverse lingue. L’analisi di più di 90000 motivi di incontro registrati durante più di 75000 incontri individuali aggiunta all’esperienza collettiva dei partecipanti, portò, poi, allo sviluppo di una classificazione più globale.

Infatti nel corso dell’esperimento sull’attendibilità venne notato che la RFEC poteva facilmente essere usata per classificare simultaneamente i motivi dell’incontro e due altri elementi di cura “problem-oriented”, ossia le procedure di cura e la diagnosi dei problemi di salute.

In questo modo, la struttura concettuale permise l’evoluzione della classificazione da RFEC (Reason for Encounter Classification) a ICPC (International Classification of Primary Care).

I problemi insorti in relazione al concomitante sviluppo dell’ ICD-10 ostacolò la pubblicazione della RFEC da parte della Organizzazione Mondiale per la Salute (WHO). WONCA comunque fu in grado di sviluppare l’ICPC , partendo da quella classificazione, e di pubblicarne la prima edizione nel 1987.

L’ICPC-1 era molto più adatta alla MCP rispetto alle precedenti classificazioni basate sulla struttura del ICD, ma non includeva ancora i criteri per ‘le rubriche e nemmeno riferimenti incrociati. In questo senso si rivelò meno affidabile della precedente pubblicazione, denominata ICHPPC-2, anche se vi si riferiva come fonte dei criteri di inclusione che potevano essere usati.

Nel 1985 in diversi Paesi europei si decise di usare il nuovo sistema di classificazione, in modo da ricavare i dati di morbilità nell’ambito delle Cure Primarie. Questi dati sono di estrema utilità per i Sistemi Sanitari nazionali e indispensabili per la macro programmazione sanitaria. Questo comportò diverse traduzioni della classificazione e studi comparativi nei vari Paesi. I risultati vennero poi pubblicati nel 1993 in un volume che riportava anche un aggiornamento dell’ICPC.

Nel 1980 WONCA divenne una Organizzazione Non-Governativa (ONG) con relazioni ufficiali con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute), insieme lavorarono fino a quando i loro sistemi di informazioni e classificazioni realizzarono una maggiore comprensione delle esigenze del Cure Primarie nel panorama dell’intera struttura dei servizi sanitari.

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