Storia della versione ICPC-2 italiana fino alla fondazione del Club

Negli ultimi 10 anni alcuni medici di medicina generale di varie aree geografiche si sono interessati e continuano ad occuparsi in vario modo dell’ICPC.

Tra questi Caimi, di Monza e Tombesi, di Macerata, appartenenti allo CSeRMEG e autori anche del libro. Medicina Generale. UTET 2003.

Tombesi ha realizzato e utilizza assieme ad altri MMG un software Medimax2000 che utilizza ICPC-2.

Un altro medico di medicina generale che si è occupato di ICPC in questi anni è Valcanover che ha partecipato assieme ad altri MMG a un progetto denominato Ampère destinato a migliorare sia il flusso di informazioni sanitarie che la collaborazione tra la medicina del territorio e la medicina ospedaliera. Valcanover ha inoltre collaborato con Cardillo, Forti e Serafini della Fondazione Bruno Kessler di Trento al lavoro di codifica logica in OWL delle classificazioni ICPC-2 e ICD-10, per il mapping tra ICPC ICD.
Anche nella provincia di Ravenna alcuni MMG utenti del software So.Ge.Pa di Clycon usano l’ ICPC-2 in forma e hanno dato vita a numerosi progetti (con la collaborazione di Buda e per un certo periodo di Capone e Degli Esposti).

Ma veri pionieri dell’introduzione dell’ICPC-2 in Italia sono Cavicchi e Casadei di Ferrara che, assieme ad altri MMG, usano dagli anni 90 il software SIMEBA. La loro costanza ha consentito la diffusione di SIMEBA in alcune regioni di’Italia (Emilia Romagna,Campania, Veneto e Basilicata) ma soprattutto ha contribuito a finalizzare un lavoro di traduzione in italiano dell’ICPC-2 con Buono e Petrazzuoli di Caserta,con Capone di Henley (UK) e con Soler Jean Karl (membro WICC) di Malta. Questo lavoro è stato, grazie all’impegno di Soler, Petrazzuoli e Buono è stato recepito ufficialmente da WICC Wonca nel 2008.

Negli ultimi anni anche Cocchi di Valmadrera partendo da una sua traduzione del manuale di Jamoulle “Traitement de l’information médicale par la Classification Internationale des Soins Primaires 2ème version (CISP-2), Care Edition, Bruxelles, 2000” si è affiancato nell’opera di diffusione dell’ICPC-2 con l’introduzione nel software Medicus e il confronto con il lavoro del gruppo di Cavicchi, Casadei, Petrazzuoli, Bono e Napolitano.

Nel settembre 2009 si è tenuta a VISCIANO (NA) la Prima Conferenza di Presentazione della Traduzione in Lingua Italiana della ICPC2 (International Classification Primary Care), denominata ICPC (Classificazione Internazionale Cure Primarie), promossa da un gruppo di MMG provenienti da varie regioni d’Italia.

Dopo il lungo lavoro di traduzione in italiano e di studio della metodologia di utilizzo della classificazione ICPC, la Conferenza aveva posto le basi per la diffusione in Italia di questo fondamentale strumento di lavoro per tutta la Medicina Generale italiana.

Al termine della Prima Conferenza nazionale si pianificò un percorso che portasse alla fondazione di un’associazione indispensabile per continuare la diffusione anche in Italia di questa classificazione specifica per la Medicina Generale.

Il giorno 16 gennaio 2010 è stata costituita a Ferrara l’Associazione Scientifica non riconosciuta “ICPC CLUB ITALIA” (Società Nazionale per la diffusione in Italia della Classificazione Nosografica Internazionale delle Cure Primarie WONCA-ICPC).

Sono Soci Fondatori
Baraldini Laura, Buono Nicola, Casadei Fabio, Cavicchi Angelo, Cocchi Andrea, D’Addio Filippo, Farinaro Carmine, Maragno Enrico, Napolitano Enrico, Petrazzuoli Ferdinando, Scelsa Amedeo Natalino.

Software che attualmente in Italia usano ICPC-2
Medimax2ooo
SOGEPA
SIMEBA
Medicus Cloud

In primo piano
News

Il sito icpc-italia.org utilizza i cookie per semplificare la navigazione ai propri utenti o per condividere i contenuti sui principali social network. E' possibile bloccare i cookie non indispensabili o sconosciuti.
Cliccando sul pulsante "Accetto", chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o proseguendo la navigazione in altro modo, acconsenti all'uso dei cookie. Altre informazioni

Il sito icpc-italia.org utilizza i cookie per semplificare la navigazione ai propri utenti o per condividere i contenuti sui principali social network. E' possibile bloccare i cookie non indispensabili o sconosciuti.
Cliccando sul pulsante "Accetto", chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o proseguendo la navigazione in altro modo, acconsenti all'uso dei cookie.

Chiudi